mercoledì, aprile 05, 2006

Che noia, che barba...


Il Duca Conte è assalito dal tedio massimo, raffreddato e pseudo influenzato non può far altro che scrivere facezie, studiare analisi matematica e dormire.
Ohimè, vita grama! Ricordo ancora i gentili anni in cui si faceva passare il tempo in allegri e giocondi divertimenti...che tedio, che tedio!
Come un novello Leopardi scrivo la presente, conscio dell'oppressione della Natura e dell'impotenza della chimica dinnanzi a Matrigna Malattia. Un sol pensiero attraversa la mia mente, quando l'uomo imparerà ad acquisire capacità taumaturgiche degne d'un dio? Solo allora potremo, miei cari, giocondi e gaudenti scorrazzare ignudi nel tempo di dicembre, felici dell'immortalità del nostro essere.
Per ora dobbiamo accontentarci del dono dei nostri alchimisti, della pasticca che può ridarci due partite di tennis perse, cinque giorni a letto, la pietra filosofale dei nostri tempi, lo zerinol! Ma ahimè, ahimè, è anch'esso soggetto all'errore e il suo potere non è istantaneo. Per questo, e sto per finire, il vostro Duca Conte sta scrivendo questa serie di parole poco credibili, perchè non trova la definizione di successione di Cauchy e perchè...per battere il tedio, qualche cazzata bisogna spararla!

Sinceramente vostro,
Il Duca Conte Matto